Console dal latino “consule” (verbo “consulere”, ovvero consigliare). Nell’antica Roma il console era il nome del magistrato che aveva potere esecutivo, per cui da lì possiamo ben capire  il ruolo che questo svolge all’interno della Processione dei Misteri.

 

Ogni Gruppo della Processione dei Misteri è affidato ad alcuni devoti facenti parte della categoria di rappresentanza o anche a semplici appassionati che si associano per gestire tutto ciò che riguarda l’organizzazione del tanto atteso “Vennari Santo”.

Coloro i quali si occupano di tutto ciò sono i Consoli, presieduti da un Capo-console, eletto dalla categoria.

Il lavoro dei Consoli, insieme a quello dei collaboratori che li coadiuvano nelle fasi organizzative, inizia qualche mese prima della Processione e cioè quando questi iniziano la raccolta fondi per la materiale organizzazione della Processione, o effettuando una raccolta porta a porta o tra i membri appartenenti al ceto che rappresentano.

È compito dei Consoli provvedere alla scelta della Banda Musicale, del fioraio, preoccuparsi dei processanti e scegliere la squadra di “i purtatura”, cioè i massari che, sotto remunerazione economica, trasportano il Gruppo per l’intera durata del percorso.

Uno dei momenti più importanti dell’essere Console viene vissuto il Giovedì Santo, quando è già vivo l’odore della Passione, quando questi si apprestano a portare presso la Chiesa Anime Sante del Purgatorio i preziosi argenti e ori per il solenne rito della “Vestizione” tanto atteso dai più appassionati.

Ed è lì che si vedono i Consoli uniti ad attendere l’arrivo del fioraio, motivati dalla curiosità suscitata dal tanto atteso addobbo del nuovo anno per poter fare poi le differenze con quelli precedenti.

Passata la notte carica di preparativi finalmente sorge l’alba, l’alba del  popolo dei Misteri. È mattina e i Consoli sono ancora lì , ad osservare ogni piccolo dettaglio poichè ogni particolare dev’essere al posto giusto; si procede quindi  a sistemare “a manta” che và a ricoprire i cavalletti e si organizza la Processione prima dell’ Uscita.

Il tempo passa, le ore sembrano scorrere quasi più veloci del solito, le lancette girano ed ecco che segnano le 14:00. Sembra un tutt’uno,un continuo: gli odori dei primi ceri accesi,il rumore dei tamburi che iniziano a suonare una volta superato il portone ormai aperto, ed ecco lì l’emozione segnata nel volto di coloro che per tutto l’anno hanno lavorato per la buona riuscita della Processione.

Tra i Consoli c’è chi preferisce schierarsi davanti al proprio Gruppo come a volerlo rappresentare, e chi invece sceglie di portarlo fuori dalla Chiesa in spalla mettendo tutte le forze che li hanno motivati nell’attesa lunga un anno.

Una volta calcata la soglia del portone, ormai ci si rende veramente conto che il Venerdì Santo è arrivato e si sta vivendo, iniziano le “annacate”, le “girate”, e la Processione avanza via via lungo il percorso.

È notte, la stanchezza si fa sentire, ma i Consoli insieme ai volontari e ai collaboratori sono sempre lì uniti ad accompagnare il proprio Gruppo tra le viuzze del centro storico che si fanno teatro della Passione di Nostro Signore.

Il sole sorge, la sua luce illumina i volti stanchi di chi non si è scostato dal Gruppo amato, quasi come fa un bambino che si attacca alla gonna della mamma, così si vedono i devoti appoggiati chi alle aste, chi alla manta, a voler assaporare ogni piccolo istante prima dell’entrata in Chiesa dove tutto finisce.

È la mattina del Sabato Santo, “a matina ri misteri”, i Consoli riorganizzano la propria Processione come fosse una seconda uscita, e si riparte affrontando Corso Vittorio Emanuele e dirigendosi verso la Chiesa Anime Sante del Purgatorio.

Durante il percorso alcuni gruppi effettuano la girata verso la propria sede, la sede che rappresenta il Gruppo: è un momento carico di emozione, è lì che tutti si guardano e in quegli occhi è come se passasse un intero anno,anno trascorso tra quelle mura, in cui si è lavorato, si è organizzato e si attendeva u “Vennari Santo”, e quegli occhi senza parole vogliono dire, è “arrivato il momento e ce l’abbiamo fatta”.

Si procede a questo punto verso “a Chiesa ri misteri”, ci si avvia alla conclusione di un’altra edizione, passo dopo passo si arriva nuovamente a quella piccola piazzetta che 24 ore prima aveva segnato l’inizio.

La banda inizia a suonare “a marcia da trasuta”(la marcia dell’entrata),colpo di ciaccola e i consoli alzano in spalla il gruppo per accompagnarlo al posto che lo custodirà per l’intero anno.

Gli occhi sono lucidi, le mani sotto le aste s’intrecciano a darsi forza a vicenda, in quel momento non ci sono più parole,ma solo note di Passione, e si avanza sempre di più verso la soglia di quel portone, anzi, “DEL PORTONE”. Si arriva proprio lì davanti e sembra quasi che si voglia godere degli ultimi istanti, si continua ad annacare sempre più motivati ed emozionati: la soglia è stata superata ed il Gruppo ormai è in Chiesa sulle spalle di Consoli e portatori uniti ad attendere l’ultimo suono di “ciaccola”.

Quel suono arriva, il gruppo è poggiato a terra ed è allora che i Consoli e tutti i devoti si stringono in un abbraccio liberatorio e le lacrime cariche di emozione sono impossibili da trattenere.

Tutto finisce, ma per i Consoli e per chi ama quel Gruppo e la Processione dei Misteri è solo l’inizio del conto alla rovescia dei giorni, le ore ed i minuti in attesa di una nuova edizione dove  si è nuovamente pronti a lavorare per fare sempre di più e meglio per quell’amato “magico momento”.

 

© Copyright : Maria Concetta Nuccio e Valentina Galuppo