“A Maronna Addulurata”, il Simulacro che và a chiudere la Processione dei Misteri di Trapani del Venerdì Santo, si mostra avvolta nel suo manto nero dallo sfondo della Chiesa Anime Santissime del Purgatorio , ormai vuota, fino ad uscire dal portone, accompagnata dalle note delle marce funebri, come a seguire il corpo morto del Figlio deposto nell’urna che avanza, lento, davanti a Lei.

La statua dell’Addolorata è preceduta da una processione di donne vestite di nero in segno di lutto, lutto rotto dalla luce dei loro ceri accesi. Alcune di queste devote sono scalze e percorrono così l’intero cammino, lungo ventiquattro ore, non ricevendo alcun compenso, ma offrendo solamente la propria devozione, il proprio dolore personale, alla Madre di tutte le madri. Un tempo insieme alle devote,al centro tra le due file di donne, si trovavano delle bambine raffiguranti l’Addolorata, anch'esse vestite da un manto nero.

L’espressione di Maria, il dolore e la sofferenza,  sono enfatizzati dalla presenza di questo manto in velluto nero che avvolge l'intera statua, ponendo così in primo piano solo il volto e lo sguardo straziato dal pianto di questa Madre, gli occhi rivolti al cielo pieni di sfinimento per la pena di quella Passione infinita vissuta dal Figlio.

Elementi che contribuiscono a render ancor più sofferente l’immagine della Madre Addolorata sono il cuore in argento trafitto dal pugnale del dolore dato dalla morte ingiusta del Figlio nel Venerdì di Passione e la mano destra verso il basso ad indicare la stanchezza  per questo dolore, a simbolo di una rassegnazione che non arriverà mai.



Il Simulacro è impreziosito da un maestoso baldacchino che lo sovrasta, di forma quadrata e sostenuto agli angoli da quattro aste,  realizzato a Milano e  risalente al XIX sec. A renderlo così pregiato sono i ricami con fili metallici, tra cui il più evidente è al centro dello stesso e simboleggia il Sacro Cuore di Cristo raggiato cinto da una ghirlanda fiorita.  Fino al 1970 il manufatto accompagnava la statua per l’intera Processione .Successivamente, a causa dell’introduzione della nuova vara, si limitò il suo utilizzo a determinate zone del percorso. Dal 2007 al 2010, su disposizioni del vigente Consiglio Direttivo dell'Associazione, non ha  accompagnato più il Simulacro in Processione a causa delle sue cattive condizioni.

Lo stesso direttivo ha, quindi,  avviato le procedure di richiesta per il restauro che nel 2009 fù finanziato dall'Assessorato Beni Culturali Sicilia .

Restaurato, sotto la cura della Soprintendenza Beni Culturali di Trapani, nel 2010 (dalla Dott.sa Monica Cannillo ) e presentato  alla cittadinanza il 17 ottobre, con un convegno dal titolo "Il Ritorno alla Luce" lo stesso manufatto avrebbe dovuto fare  il suo ritorno nella Processione del 2011, ma per via delle cattive condizioni metereologiche fece il suo ritorno nell'edizione 2012.

Altro ornamento che arricchisce e caratterizza  l’immagine di Maria è il fazzoletto che tiene con la mano sinistra.

Solitamente realizzato in cotone o lino bianco, è adornato da ricami a mano richiamanti il nome di Maria ed elementi della Passione e Morte di Cristo.

Tutti questi elementi (manto,fazzoletto e cuore trafitto) vengono donati dai devoti per grazia chiesta o ricevuta e, per tanto, sono sostituiti negli anni.

La realizzazione della statua è attribuita a Giuseppe Milanti e la sua realizzazione è datata intorno ai primi del 1700.

Il Milanti, con la sua arte e la sua maestria, è riuscito a rendere l’espressività del volto e la maestosità del drappeggio delle vesti che, tuttavia, non sono mostrate in Processione perché coperte dal manto, ma che si possono ammirare durante tutto l'anno nella Chiesa che custodisce questa e tutte le altre opere che costituiscono la Processione dei Misteri di Trapani.

In occasione del Venerdì Santo, la statua viene  poggiata  su una larga vara lignea a base quadrata; al centro della vara emerge un podio (che riprende le forme dell'antica vara) e ai quattro angoli di questo vengono sistemate delle teche che contengono gli oggetti ex voto donati nel corso degli anni. Gli ori ex voto dell'anno corrente, donati durante il percorso, vengono invece appuntati sul manto dell'amata Madre.

La vara viene contornata dalla manta fatta in velluto nero con decorazioni color oro indicanti la categoria di appartenenza. Anche quest'ornamento, viene donato da devoti o commissionato dal direttivo in carica.

L’antica vara è di gran lunga più pregiata dell’attuale, è sempre di costituzione lignea, ma la caratteristica predominante sono le forme barocche con le quattro facciate decorate raffiguranti: il Monte Golgota, la corona di spine su cui si incrociano la lancia e l’asta e i tre chiodi della crocifissione, il cuore fiammato trafitto dai sette pugnali e gli elementi della deposizione (scala,martello e tenaglia), il ceto di appartenenza.

In antichità, il Simulacro dell’Addolorata era portato in spalla dai nobili trapanesi che indossavano gli abiti tipici della Confraternita di San Michele Arcangelo: sacco rosso e visiera bianca; colori proposti ancora oggi dai “massari” remunerati dell’Addolorata, in ricordo di questa tradizione.

Intorno alla metà del 1800 non furono più i patrizi a curare la Processione dell’Addolorata che venne affidata ai dipendenti della nobiltà, inizialmente solo a staffieri,cocchieri e cuochi e, in un secondo momento, ad altre affini maestranze: autisti,camerieri,pasticceri,baristi,ristoratori, albergatori.

La cura del Simulacro è affidato ad un Consiglio Direttivo composto da cinque persone, tre dei quali necessariamente appartenenti alla categoria.

Il 5 Aprile 2006 il Consiglio Direttivo ha costituito l’Associazione Gruppo Sacro dei Misteri “L’Addolorata” (come previsto dallo statuto dell'Unione Maestranze) con lo scopo di rappresentare la categoria a cui è affidato il simulacro all’interno della Processione dei Misteri.

Il 6 Aprile 2006 è stata inaugurata  la prima sede dell’Associazione, sita  in Corso Vittorio Emanuele 148 a Trapani, che dal 29 Gennaio 2012 si è trasferita al civico 92/94 del citato Corso.

Maria Addolorata è la Madre per eccellenza pur essendo una Madre come tante che umanamente ha vissuto il dolore della morte di colui a cui ha dato la vita.Chi incrocia quello sguardo, non potrà mai scordarlo.

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Testo di Valentina Galuppo e  Maria Concetta Nuccio.
Foto collezione : S. Bartoli