I battiti del cuore dei Misteri sono scanditi dai colpi di “ciaccola”, strumento chiave della Processione dei Misteri di Trapani.

Questo piccolissimo attrezzo è indispensabile in quanto il suo suono gestisce i movimenti dei Gruppi:  con due colpi si comanda il sollevamento, invece  un solo colpo  indica ai portatori di poggiare la vara a terra.

Materialmente è composta da una parte centrale fissa di forma pressoché rettangolare,che continua verso il basso a formare l’impugnatura della ciaccola stessa, e due tavolette mobili della medesima forma su cui vengono praticati due fori da cui  passa una cordicella che le lega alla parte fissa.

Il suono è  prodotto da una  vibrazione nata da un semplice movimento di polso che fa così oscillare e scuotere le due parti mobili su quella fissa. L’eco della ciaccola  inizia a risuonare come una piacevole melodia nelle orecchie dei più appassionati già dal Martedì Santo con l’uscita della Madre Pietà dei Massari e continua per tutta la Settimana Santa nel corso delle varie Processioni che si svolgono a Trapani.

Sono i Consoli , o talvolta il “Caporale” (ossia il capo dei portatori,i massari, scelto dai consoli) di ciascun Gruppo, a commissionare la costruzione delle ciaccole. Il materiale con cui vengono realizzate è il legno: può essere utilizzato il faggio, il noce o il mogano , ma, tuttavia, un particolare tipo di legno usato è il guajace detto “u lignu santo”, una varietà molto pregiata,  ma poco sfruttata per la sua pesante consistenza.

Una delle caratteristiche salienti che il legno deve avere è  la durezza al fine di  produrre quel tipico suono forte e robusto. Contestualmente, però, il tipo di legno non dev’essere eccessivamente pesante poiché l’utilizzo di questo strumento perdura per 24 ore.

Altra caratteristica che le ciaccole devono possedere è la levigatezza del legno che le costituisce, ed infatti, molti utilizzano l’olio di lino a tal fine.

Negli ultimi tempi all’interno della Processione si vedono innumerevoli varietà di ciaccole: ad esempio,  alcuni hanno effettuato dei particolari intagli nelle facciate delle parti mobili, con decorazioni che richiamano elementi chiave del Gruppo o talvolta elementi della Passione di Cristo.

Nel popolo dei Misteri, tenere e avere la possibilità di comandare il Gruppo con la ciaccola è come un prestigio.

Solitamente tale compito è affidato ad uno dei consoli  o al “caporale”. Elemento indispensabile è l’esperienza che deve avere colui il quale ha l’onore-onere di avere tra le mani la ciaccola.

Questo poichè colui che comanda il gruppo deve essere certo che tutti i portatori siano al loro posto per non compromettere la sicurezza del Gruppo e tuttavia non è semplice riuscire a riprodurre il giusto suono dato che è solo quello a stabilire quando sollevare  o abbassare la “vara”, e quindi è solo il suono a mettere d’accordo tra loro i portatori senza bisogno di parole.

Senza dubbio sono due i colpi di ciaccola  carichi d’emozione che non passano inosservati. Il primo è il colpo di ciaccola di “ A Spartenza” alle 14:00 del Venerdì Santo e, il secondo, è l’ultimo colpo che comanda l’abbassamento della Madre Addolorata il Sabato Santo quando ormai tutti i Gruppi sono in Chiesa, colpo che va ad indicare che un altro anno è ormai passato.

Non è da trascurare ciò che questi suoni possono provocare tra coloro i quali amano la Processione dei Misteri. Infatti mentre il colpo della Spartenza (o Separazione) sembra breve e deciso, proprio perché è da lì che il cammino ha inizio, l’ultimo, quello dell’Addolorata sembra infinito e risuona al di fuori della Chiesa per tutta Piazzetta Purgatorio che, a poco a poco, va svuotandosi e, quel suono continua a risuonare nelle orecchie.

Il momento in cui le ciaccole acquisiscono il massimo della loro importanza si ha durante “A notte ri Misteri”, quando tra le stradine che s’intrecciano nel centro storico di Trapani si ode solo il suono delle venti ciaccole, suono spezzato dagli “Apposto” dei Caporali, misti al rullo dei tamburi che non lasciano la Processione e che precedono i Gruppi.

Durante la notte, infatti, la Processione non è più accompagnata dalle Bande musicali per cui, via via lungo il percorso, tra le varie “arrancate” (camminata con il Gruppo in spalla) e le “pusate”, si sente un concerto continuo di ciaccole: chi alza “u mistere”, chi invece lo ferma e così si continua  verso il porto peschereccio.

È mattino, la Processione si ricompone, le Bande tornano ad accompagnare il proprio Gruppo verso la Chiesa Anime Sante del Purgatorio e le ciaccole sono ancora lì a comandare il movimento dei Gruppi : si attende con ansia quell’ultimo suono, l’ultimo colpo di ciaccola.

 

© Copyright Maria Concetta Nuccio e Valentina Galuppo